Salve amici, bloggers e semplici curiosi!
E’ iniziato un Nuovo Anno ed io incomincio con una nuova rubrica che si chiama “Siate Allegri!”, nella quale sarò felice di rispondere alle vostre domande e alle vostre richieste di delucidazioni sui temi che, da quattro anni a questa parte, ho affrontato nel Dossier e in questo Blog.
A proposito di Dossier: i nuovi Templari, da oggi, nelle principali librerie ed edicole italiane, comprese quelle delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti, troverete, per chi non l’ha ancora letto, la ristampa di 1681 copie della prima edizione del libro, come vi avevo annunciato in precedenza. Nei prossimi mesi sarà disponibile anche la seconda versione aggiornata ed una mia nuova e sconvolgente Opera che farà tremare i polsi anche agli increduli.
Per quanto riguarda questo Blog, vorrei semplicemente invitare le decine e decine di persone che lasciano commenti a non postare su post precedenti e, comunque, vi chiedo gentilmente, quando mi chiedete un parere personale, di lasciare l’indirizzo della vostra posta elettronica cosicché possa rispondervi al più presto. Al di là di queste richieste specifiche, tutte le altre domande a me rivolte tramite l’indirizzo templarcenter@libero.it saranno esaudite pubblicamente attraverso questa nuova rubrica.
Quindi, cari amici, bloggers e semplici curiosi scrivetemi e vi risponderò in questo spazio. Iniziamo con le domande e con le relative risposte del mese.
1.Anna mi chiede di sapere perché le Osservanze neotemplari hanno affiliate anche le donne, se lo contemplava la Regola o qualche usanza in particolare.
- Cara Anna, le Osservanze neotemplari non sono l’Ordine Templare e non sono soprattutto l’Ordine Templare del periodo del suo riconoscimento da parte della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana e del Papa, che prevedeva che solo i maschi ne potessero fare parte. Tuttavia due ricercatori di nome Nicole Dawe e Charles Bywaters sostengono che L’Ordine comprendeva anche delle donne che avevano fatto giuramento di ubbidienza e che venivano accolte come laiche nel Tempio. Questo dato, mi pare, è stato oggetto di studio da parte degli scrittori Baigent e Leigh che hanno ritrovato un documento inglese del XII secolo che narra di una donna che è stata ricevuta nel Tempio come una sorella. La posizione delle Osservanze neotemplari, fuor da ogni dubbio, s’ispira, più che a tradizioni templari in uso prima del riconoscimento papale, ad un generale egualitarismo tra i sessi di marca massonica e di origine francese. Non dimenticarti che il movimento neotemplare nasce in Francia nell’Ottocento per opera di un massone di alto rango, Fabrè Palaprat, che teneva in grande considerazione il gentilg sesso.
2. Geronimo mi chiede se, secondo me, salteranno fuori altri documentucci che tenteranno di riscrivere la storia dell’Ordine Templare.
-Caro Geronimo, fino ad ora l’effetto dei documentucci tirati fuori ad arte non ha avuto un grande impatto. Essi non hanno cambiato una sola virgola delle posizioni storiche fin qui conosciute relative ai Templari e alla loro eresia.
Consiglio, comunque, a qualche archivista in carriera, di consultare i ben forniti archivi del gentile sen . Andreotti e, se è il caso, assieme ai suoi sponsor, di farsi una capatina in Francia. Questo lo dico perchè Napoleone, durante la campagna d’invasione d’ Italia, si è portato via qualche cosina, non solo la celebre Gioconda di Leonardo ma anche qualche Documento sui Templari. Ho detto Documento e non documentuccio, come, certamente, non ti sarà sfuggito…..
3. Il blogger Alcibiade o Alcerbiade (non ho capito bene qual è il suo nickname perché ci sono entrambi i nomi) mi chiede quale sia il rapporto tra l’Ordine del Tempio e il Priorato di Sion.
-Caro Alcibiade o Alcerbiade, posso dirti che non c’è rapporto di causa ed effetto tra il primo e il secondo e viceversa. Più che altro tra i due c’è in comune un albero genealogico di una famiglia di sangue reale. Il Priorato si è prefisso il compito di preparare il terreno per il ritorno di quello che l’abate Rabano Mauro, chiamava “il Grande Monarca” e al Priorato sono appartenuti ed appartengono i migliori geni o meglio, i migliori re delle Arti, da quelle figurative a quelle letterarie ma non solo. Ci sono anche molti scienziati e un grande eroe della musica popolare moderna…….
I Capi del Tempio erano a conoscenza dei segreti del Priorato perché molti di loro appartenevano a questa…strana famiglia…
4. Santorre mi chiede quali siano le novità italiane in campo neotemplare e quale potrebbe essere il loro ruolo nel difficile scacchiere della striscia di Gaza.
-Caro Santorre, non scherziamo su queste vicende. In quella zona c’è una vera e propria guerra in atto e ci sono militari veri e morti veri. Per una volta cerchiamo di non dare troppa importanza ai forchettoni con la croce sul mantello. A dir la Verità non vedo neanche la tanto sbandierata carità ecumenico-cristiana neotemplare, i cosiddetti aiuti umanitari, soldi e medicine che dovrebbero sollevare le situazioni gravose delle popolazioni in difficoltà. Si vede che, come ha scritto una volta un amico bloggers, sono direttamente in-vestiti, cioè messi nei vestiti, nelle tasche del mantello di qualche gran priore o di qualche gran maestro grassottello. Come sempre, come nella tradizione, al motto di Non vobis, gente, non vobis sed nobis….
5. Robur27 mi chiede se è vera la circostanza di una confessione di un templare che raccontò alla Santa Inquisizione cattolica che alcuni fratelli gli avevano mostrato un crocifisso e gli avevano detto
“ Non avere fede in quest’ uomo, poiché è troppo giovane per essere Dio”.
-Caro Robur27, si è vera quella circostanza, provata storicamente. Si tratta del Templare Fulk de Troyes. Non è l’unico templare ad aver confessato ai domenicani di Imbert che gli era stato detto che Gesù non era né Dio né il figlio di Dio ma solo un falso profeta. Il discorso, però, a questo punto, si fa un po’ complicato perché dovrei fare una digressione sulla dottrina degli gnostici e sul catarismo della zona dei Pirenei ma soprattutto dovrei parlarti dell’influenza che la dottrina bogomila dell’Est europeo ha avuto sui catari e sui Templari ma lo spazio, per il momento, è poco. Per cui…..alla prossima!
6. Sancho mi chiede se ci sono delle novità sulla Sacra Sindone e se è stata rivista la posizione della Scienza e della Chiesa sull’argomento
- Caro Sancho, che io sappia no. La Sindone è un falso medievale, non è l’immagine impressa di Gesù. Anzi, con tutta probabilità, dato il chiaro messaggio che se ne coglie, è di ben altra natura. Certamente questo falso è stato concepito e prodotto da quegli stessi uomini e da quegli stessi ambienti che avevano a cuore il ritorno…del Grande Monarca.
Con questo è tutto, cari signore e signori.
Vi auguro di passare un felice Gennaio, ci rivediamo alla metà del mese prossimo e nell’attesa dell’arrivo dei miei nuovi libri, non dimenticatevi di rileggere il Dossier…il libro che ha tracciato la strada per molti!
Dott. Michele Allegri
Questo è il blog ufficiale dello scrittore Michele Allegri, autore dei saggi "Dossier: I Nuovi Templari", il libro che ha tracciato la strada per molti, di "Elvis e il priorato di Sion", de "La religione segreta dei Templari" e del romanzo "Enigma esoterico". Qui si parla seriamente di Templari, neotemplarismo, Rosacroce, massoneria, paganesimo, eresie, magia, New Age, religioni tradizionali, antropologia e storia... quella vera, quella che nessuno ha mai osato raccontarvi!
lunedì 19 gennaio 2009
giovedì 18 dicembre 2008
OGNI TANTO ANCHE UN POLITICO DIFENDE LA VERITA' STORICA...
Cari amici, bloggers e semplici curiosi,
siamo ormai vicini a Natale e stiamo passando il guado verso l’Anno Nuovo che, auspico, sarà di pace e prosperità per tutti. Nei primi mesi dell’anno sarà in distribuzione il mio nuovo saggio sul Priorato di Sion e la ristampa aggiornata di “Dossier: i nuovi Templari” con tante, anzi tantissime novità per tutti gli amanti della Verità.
Inoltre, sin da metà Gennaio, a seguito di una pressante richiesta di molti visitatori del blog, saranno ristampate anche 1000 nuove copie della prima edizione del Dossier che potrete trovare nelle edicole e nelle librerie.
Ma veniamo al caso del mese.
Mentre molti politicanti di destra, di centro e di sinistra si fanno riconoscere per i loro demeriti, il Presidente della Camera dei Deputati, on. Gianfranco Fini, primeggia invece per aver dato un significativo contributo al ristabilimento della Verità storica che, come sapete, non deve guardare in faccia a nessuno.
Sto parlando della querelle sulla persecuzione degli ebrei in Italia, sulle leggi razziali del 1938 e sul fatto che, come ha scritto il Presidente Fini, nemmeno la Chiesa cattolica alzò un dito per difenderli.
In seguito a questa presa di posizione, ambienti politici e vaticani hanno gridato allo scandalo, bollando le dichiarazioni dell’uomo che ricopre la terza carica istituzionale dello Stato italiano come approssimate e dettate da meschino opportunismo.
Scrive inoltre l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede. “Di certo, sorprende ed amareggia il fatto che uno degli eredi politici del fascismo, che dell’infamia delle leggi razziali fu unico responsabile e dal quale pure da tempo egli vuole lodevolmente prendere le distanze, chiami ora in causa la Chiesa Cattolica”.
Perché, mi chiedo e vi chiedo, l’Osservatore Romano vuole, con queste dichiarazioni, demolire l’immagine di Fini, quando il Presidente ha voluto rendere pubblica solo una Verità storica già acclarata da tempo con tanto di documenti? Sappiate che l’esimio storico Sabbatucci dà ragione al Presidente Fini e, se mi permettete, ha ragione il nuovo Templare Massimo D. quando mi scrive che è la stessa strategia che è usata per cambiare la Verità storica sui Templari, quando, abilmente, semplici archivisti ed accademici sfiatati tirano fuori dai cassetti documentucci che dovrebbero riscrivere la storia del Medioevo.
Basta guardare i nomi di coloro che da anni conducono la disinformazione sulla storia dei Templari per capire chi ci sta dietro e quali operazioni di pseudo-storia si vogliono portare avanti. Ed io, come sapete, sono stato il primo a denunciare al grande pubblico questa campagna e mi conforta pensare che anche alte cariche dello Stato si prodighino a difendere la pura e semplice Verità storica. Una battaglia che fa onore a chiunque la intraprenda, mentre il muro della menzogna storica si sta lentamente sgretolando. Oggi, come ben comprenderete, molti hanno difficoltà a dare del fantasioso o del fantascientifico all’on. Fini ma se le dichiarazioni del Presidente le avesse fatte un qualsiasi scrittore, vi assicuro che si sarebbe mossa una macchina per screditarlo, per farlo passare come un pazzo o uno scribacchino. E’ la stessa politica demolitoria che è stata rivolta nei confronti del romanziere Dan Brown che, pur avendo mille difetti, ha tratto spunto da alcune e significative Verità storiche, dal Vangelo di Filippo, per esempio, alla ricostruzione storica della fine dell’Ordine Templare.
Intanto, sul fronte cronachistico, l’on. Enzo Raisi della Casa delle Libertà ha definito
“sconclusionato” l’articolo dell’Osservatore Romano e il leader dell’Opposizione on. Walter Veltroni ha dato piena ragione all’on. Fini. Dove finirà questa diatriba non lo so. So che alcuni storici stanno vagliando ciò che è stato scritto sull’Osservatore Romano il 15 gennaio del 1939, quando a proposito delle leggi razziali, l’allora vescovo Cazzani scrisse: “Un vero cattolico non ha domestici ebrei, non accetta maestri ebrei… la Chiesa ha fatto di tutto per impedire matrimoni tra ebrei e cattolici”.
D’altra parte, anche Padre Agostino Gemelli, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, colui che dipingeva Padre Pio come un truffatore, affermava nel 1939 che gli ebrei erano “un popolo deicida” che “ va ramingo per il mondo” a scontare le conseguenze “di quell’orribile delitto”. E’ questo è Verità storica che deve essere analizzata senza le lenti colorate della religione o dell’ideologia, come si deve fare con la storia dei Templari dove qualcuno, furbescamente, vorrebbe dare la colpa al solo re di Francia quando tutti gli storici sanno che l’Ordine del Tempio fu soppresso da Papa Clemente V, senza alcun condizionamento esterno.
Come si sa, infatti, nel passato molti che la pensavano diversamente o che avevano un credo diverso da quello cristiano sono stati perseguitati. Non solo i Templari che avevano fatto dell’esoterismo, del sincretismo e della magia dei punti fissi della loro religiosità ma anche i pagani, i cristiani di altre confessioni, come i valdesi o i catari, gli ebrei e i musulmani furono perseguitati ed ammazzati con ferocia. Il messaggio di Gesù non si concilia con la violenza né con il fanatismo contro i diversi. Questo è un messaggio che ci ha lasciato un grande Papa, Giovanni Paolo I.
Vi auguro ogni bene e vi invito a ricordare che dalla grotta, dalle viscere di Madre Terra, nasce il re della Verità il quale, un tempo calunniato dagli uomini di potere, attende di tornare a governare per ristabilire la Pace nel Mondo.
Sinceramente,
Il vostro Michele Allegri
siamo ormai vicini a Natale e stiamo passando il guado verso l’Anno Nuovo che, auspico, sarà di pace e prosperità per tutti. Nei primi mesi dell’anno sarà in distribuzione il mio nuovo saggio sul Priorato di Sion e la ristampa aggiornata di “Dossier: i nuovi Templari” con tante, anzi tantissime novità per tutti gli amanti della Verità.
Inoltre, sin da metà Gennaio, a seguito di una pressante richiesta di molti visitatori del blog, saranno ristampate anche 1000 nuove copie della prima edizione del Dossier che potrete trovare nelle edicole e nelle librerie.
Ma veniamo al caso del mese.
Mentre molti politicanti di destra, di centro e di sinistra si fanno riconoscere per i loro demeriti, il Presidente della Camera dei Deputati, on. Gianfranco Fini, primeggia invece per aver dato un significativo contributo al ristabilimento della Verità storica che, come sapete, non deve guardare in faccia a nessuno.
Sto parlando della querelle sulla persecuzione degli ebrei in Italia, sulle leggi razziali del 1938 e sul fatto che, come ha scritto il Presidente Fini, nemmeno la Chiesa cattolica alzò un dito per difenderli.
In seguito a questa presa di posizione, ambienti politici e vaticani hanno gridato allo scandalo, bollando le dichiarazioni dell’uomo che ricopre la terza carica istituzionale dello Stato italiano come approssimate e dettate da meschino opportunismo.
Scrive inoltre l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede. “Di certo, sorprende ed amareggia il fatto che uno degli eredi politici del fascismo, che dell’infamia delle leggi razziali fu unico responsabile e dal quale pure da tempo egli vuole lodevolmente prendere le distanze, chiami ora in causa la Chiesa Cattolica”.
Perché, mi chiedo e vi chiedo, l’Osservatore Romano vuole, con queste dichiarazioni, demolire l’immagine di Fini, quando il Presidente ha voluto rendere pubblica solo una Verità storica già acclarata da tempo con tanto di documenti? Sappiate che l’esimio storico Sabbatucci dà ragione al Presidente Fini e, se mi permettete, ha ragione il nuovo Templare Massimo D. quando mi scrive che è la stessa strategia che è usata per cambiare la Verità storica sui Templari, quando, abilmente, semplici archivisti ed accademici sfiatati tirano fuori dai cassetti documentucci che dovrebbero riscrivere la storia del Medioevo.
Basta guardare i nomi di coloro che da anni conducono la disinformazione sulla storia dei Templari per capire chi ci sta dietro e quali operazioni di pseudo-storia si vogliono portare avanti. Ed io, come sapete, sono stato il primo a denunciare al grande pubblico questa campagna e mi conforta pensare che anche alte cariche dello Stato si prodighino a difendere la pura e semplice Verità storica. Una battaglia che fa onore a chiunque la intraprenda, mentre il muro della menzogna storica si sta lentamente sgretolando. Oggi, come ben comprenderete, molti hanno difficoltà a dare del fantasioso o del fantascientifico all’on. Fini ma se le dichiarazioni del Presidente le avesse fatte un qualsiasi scrittore, vi assicuro che si sarebbe mossa una macchina per screditarlo, per farlo passare come un pazzo o uno scribacchino. E’ la stessa politica demolitoria che è stata rivolta nei confronti del romanziere Dan Brown che, pur avendo mille difetti, ha tratto spunto da alcune e significative Verità storiche, dal Vangelo di Filippo, per esempio, alla ricostruzione storica della fine dell’Ordine Templare.
Intanto, sul fronte cronachistico, l’on. Enzo Raisi della Casa delle Libertà ha definito
“sconclusionato” l’articolo dell’Osservatore Romano e il leader dell’Opposizione on. Walter Veltroni ha dato piena ragione all’on. Fini. Dove finirà questa diatriba non lo so. So che alcuni storici stanno vagliando ciò che è stato scritto sull’Osservatore Romano il 15 gennaio del 1939, quando a proposito delle leggi razziali, l’allora vescovo Cazzani scrisse: “Un vero cattolico non ha domestici ebrei, non accetta maestri ebrei… la Chiesa ha fatto di tutto per impedire matrimoni tra ebrei e cattolici”.
D’altra parte, anche Padre Agostino Gemelli, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, colui che dipingeva Padre Pio come un truffatore, affermava nel 1939 che gli ebrei erano “un popolo deicida” che “ va ramingo per il mondo” a scontare le conseguenze “di quell’orribile delitto”. E’ questo è Verità storica che deve essere analizzata senza le lenti colorate della religione o dell’ideologia, come si deve fare con la storia dei Templari dove qualcuno, furbescamente, vorrebbe dare la colpa al solo re di Francia quando tutti gli storici sanno che l’Ordine del Tempio fu soppresso da Papa Clemente V, senza alcun condizionamento esterno.
Come si sa, infatti, nel passato molti che la pensavano diversamente o che avevano un credo diverso da quello cristiano sono stati perseguitati. Non solo i Templari che avevano fatto dell’esoterismo, del sincretismo e della magia dei punti fissi della loro religiosità ma anche i pagani, i cristiani di altre confessioni, come i valdesi o i catari, gli ebrei e i musulmani furono perseguitati ed ammazzati con ferocia. Il messaggio di Gesù non si concilia con la violenza né con il fanatismo contro i diversi. Questo è un messaggio che ci ha lasciato un grande Papa, Giovanni Paolo I.
Vi auguro ogni bene e vi invito a ricordare che dalla grotta, dalle viscere di Madre Terra, nasce il re della Verità il quale, un tempo calunniato dagli uomini di potere, attende di tornare a governare per ristabilire la Pace nel Mondo.
Sinceramente,
Il vostro Michele Allegri
sabato 22 novembre 2008
LA GUERRA GIUSTA E... LA NOBILTA' TEMPLARE
Cari amici, bloggers e semplici curiosi,
dopo aver avuto le conferme che mi aspettavo, rompo il silenzio e torno a parlarvi di un argomento che è stato oggetto di una tavola rotonda alla quale ho partecipato come relatore, in qualità di esperto di politica internazionale e di storia. La conferenza è stata anche un’occasione particolarmente felice per me perché è stato citato “ Dossier: i nuovi Templari” come uno dei libri più innovativi e più letti sull’argomento. Mi occupo di Templari da quasi diciotto anni e lo faccio senza avere in tasca nessuna tessera di partito e senza appartenere a questa o a quella parte.
Come sapete, io faccio solo gli interessi della gente, che vuole essere informata, e della Verità, davanti la quale gli spiriti eletti si devono inchinare. E’ per questi motivi che ciò che io scrivo disturba i sonni di molti ma non preoccupatevi: ho due spalle cosi!
Il Convegno ha avuto come tema centrale le Crociate e il concetto di guerra nel diritto internazionale medievale. Una discussione che sicuramente vi può interessare, poiché abbiamo parlato molto di Ordini cavallereschi e religiosi del Medioevo e, quindi, anche dei Templari. Vi faccio, quindi, un piccolo resoconto di quello che ho detto.
Il mio intervento sulla geopolitica medievale è partito da alcune considerazioni di carattere generale, che avevo già espresso nel Dossier, in merito all’Europa medievale, che è stata descritta da me come una fortezza laica, un bastione guidato da imperatori franco-tedeschi e come una Respublica Christiana il cui cuore pulsante batteva a Roma. E’ attorno a quest’asse culturale e politico che si è sviluppata la storia europea, ma non solo, dal Medioevo in avanti. E’ quel fenomeno che gli studiosi di politica internazionale e gli storici chiamano col termine tecnico di Eurocentrismo, per cui tutto ciò che avviene nel mondo dipende da ciò che avviene in Europa.
Ho, poi, esposto la differenza concettuale che vi era nel diritto internazionale medievale tra le guerre di missione, le cosiddette Crociate, e le faide, che contrapponevano i nobili cristiani indipendentemente dal fatto che vivessero sotto lo stesso tetto istituzionale, politico e religioso, dell’Impero e del Papato.
Le Crociate, per il diritto internazionale di quel tempo, erano definite col termine latino di Justi belli, cioè guerre giuste, sia che fossero di aggressione o di difesa.
Quando uso il termine di guerra giusta, intendo parlare di guerra giustificata e non già di giustezza della guerra, della Crociata in sé per sé. Il presupposto che permetteva di giudicare una guerra giustificabile, e quindi giusta, era quello di ottenere l’approvazione da parte della massima autorità religiosa del tempo e cioè dalla Chiesa, nella figura del Pontefice romano. Le Crociate, oltre ad essere benedette dalla Chiesa, furono anche un escamotage tattico attraverso il quale alcuni Pontefici, a partire dal 1100, fecero cessare le faide interne tra nobili e feudatari, dando loro le giuste motivazioni e giustificazioni perché scaricassero la loro sete di guerra verso i nemici della fede cattolica esterni ed interni, e cioè verso i musulmani, gli ebrei e gli eretici cristiani.
I prìncipi e le popolazioni che si sottrassero a questi richiami dei Papi diventarono di fatto anche loro, come i sopraccitati infedeli ed eretici, automaticamente, hostes perpetui, cioè secolari nemici dell’autorità della Chiesa e di Dio.
Questa posizione fu portata avanti da Papi come Gregorio VII e come Papa Urbano II i quali intesero trovare una soluzione manu militari contro i nemici della Chiesa di Roma. Contro i saraceni che occupavano i Luoghi Santi della passione di Gesù e contro i cristiani eretici che, aspirando ad una chiesa più povera e più spirituale, acquistavano una sempre maggiore credibilità agli occhi delle popolazioni dell’Occitania e dei loro nobili locali. E’ lo stesso San Bernardo a lamentarsi che in Occitania, in seguito alla diffusione della chiesa catara cristiana, il popolo non andava più a messa e i sacerdoti erano costretti a fuggire. Si capisce benissimo, quindi, quale preoccupazione destassero i movimenti ereticali.
I soldati che, un tempo, combattevano senza regole nelle faide tra i nobili, i briganti, per usare un’espressione di Papa Urbano II, magicamente, con tre colpi di spada sulle spalle, una benedizione all’armatura e agli speroni ed una croce appuntata sulla divisa, furono trasformati dalla Chiesa di Roma in cavalieri. A loro, la gerarchia ecclesiastica cercò di dare un codice di comportamento da usarsi durante le operazioni militari e, senza nessuna remora, concesse loro la licenza di uccidere altri esseri umani, anche i cristiani che non si sottomettessero a Roma.
In cambio del loro sacrificio in battaglia, i Pontefici promettevano ai cavalieri crociati il paradiso celeste e, qualora fossero sopravissuti agli scontri, lauti bottini di guerra e appezzamenti di terreno da coltivare o da gestire.
I cavalieri, i crociati, in verità, non si rivelarono mai né senza macchia né senza paura ma, in molti casi, continuarono a comportarsi da veri briganti, da predoni che, vigliaccamente, se la prendevano con i civili e gli indifesi. Per esempio, alcuni crociati non ebbero alcuna esitazioni ad uccidere la sorella del Saladino mentre altri, guidati da Simon De Monfort, non si fermarono neanche davanti alle donne e ai bambini di fede catara cristiana, che furono squartati e bruciati vivi.
Il diritto internazionale del tempo, proprio in seguito a questi comportamenti, ad un certo punto, si autoriformò, facendo venire meno il concetto di guerra giusta tra pari e sostituendolo con quello di repressione nei confronti dei non-allineati, registrando ciò che era avvenuto per i musulmani, gli ebrei, gli eretici cristiani e i pagani, cioè gli abitanti delle campagne, che restavano dediti ad antichi culti locali. Come si sa, il diritto internazionale, a differenza di quello interno, sta al passo con i tempi e registra, cioè codicizza, usi e costumi, elevandoli al rango di leggi.
Le Crociate, inoltre, non furono un successo né dal punto di vista politico né da quello prettamente militare, tanto che i luoghi santi della cristianità furono tutti riconquistati dai musulmani.
I Templari, la cui decadenza morale era, sul finire del tempo delle Crociate, sotto gli occhi di tutti, come ha dovuto riconoscere anche la dott.ssa Frale in un suo intervento sull’Osservatore Romano, furono sconfitti in molte battaglie, tra le quali quella pesantissima a San Giovanni d’Acri. In seguito a questa tragica disfatta militare, il poeta provenzale Rostan Berengario di Marsiglia, come abbiamo riportato nel Dossier, fu autore di un intervento di fuoco contro la codardia manifestata dai Templari in battaglia:
“I Templari sciupano il denaro destinato a riconquistare il Santo Sepolcro per farsi belli davanti al mondo; ingannano il popolo ed offendono Dio con la loro fiacca ostentazione…visto che così a lungo hanno consentito agli infidi turchi di mantenere il possesso di Gerusalemme ed Acri, visto che fuggono più veloci del falco reale, è peccato, a mio avviso, non liberarsi di loro una volta per tutte”.
Nel mio intervento in quella conferenza, ho voluto puntualizzare che la “decadenza morale” dell’Ordine del Tempio, della quale alcuni storici parlano in maniera approssimativa, non è il segno di un cambiamento di rotta rispetto ad una direzione che sarebbe stata presa nel 1128, cioè da quando la milizia templare si trasformò in un Ordine monastico.
Infatti, il poeta provenzale sopraccitato si limita a rendere pubblico un comportamento che, in realtà, i Templari avevano tenuto da sempre, anche prima del 1128, anche prima di ottenere la Regola dal Papa. Ai Templari non interessava la plebe né volevano difendere con le armi una religione che non sentivano come propria e, furbescamente, evitavano di farsi troppi nemici. Non ce l’avevano con i catari, contro i quali non si schierarono nella Crociata del 1209, poiché non li consideravano pericolosi per i loro progetti, e non ce l’avevano con i mussulmani, con i quali avevano inaugurato a Gerusalemme un florido commercio di false reliquie. Ciò che stava maggiormente a cuore ai templari era la politica, intesa come gestione del potere, la diplomazia, il commercio e l’amministrazione dei soldi e dei beni altrui, come era in uso presso i nobili del tempo.
I Templari, infatti, non erano briganti, non avevano bisogno di diventare cavalieri e di lasciarsi alle spalle un passato da malandrini. Erano cavalieri, all’occorrenza, anche senza combattere.
Quando nacquero nel 1118, i Templari erano solo nove nobili francesi, che si recarono a Gerusalemme per compiere una missione che era quella di scavare sotto il Tempio di Salomone e di riportare in Europa una Verità scomoda da mettere sul piatto della politica, per contare di più ed avere maggiori privilegi e poteri.
In nove non avrebbero potuto certamente difendere i cosiddetti pellegrini cristiani contro le decine di migliaia di soldati mussulmani che il Norandino o il Saladino avrebbero schierato contro di loro. Nella migliore delle ipotesi, i musulmani li avrebbero fatti prigionieri.
Infatti, non si ha traccia di nessun documento storico che parli di imprese militaresche di quei nove nobili templari in un periodo che va dal 1118 al 1128.
I nobili, poi, come è nella tradizione militare fino al 1789 circa, cioè fino alla Rivoluzione Francese e ancora sotto Napoleone, hanno sempre comandato i battaglioni in qualità di ufficiali e non hanno mai compiuto azioni di guerra diretta. E così avevano fatto anche i primi nobili Templari, i quali non avevano certo bisogno di combattere in prima persona e di nobilitarsi agli occhi dell’Imperatore né a quelli del Pontefice.
L’unica cosa che contava nel Medioevo, per gestire una qualche forma di potere, era avere nelle vene il sangue blu, il sangue della nobiltà, il blasone di famiglia e i beni da amministrare, soprattutto le rendite fondiarie. E i nove templari originali avevano tutte e tre queste cose.
Solo in seguito, a partire dal 1128, quando questo gruppo di nobili templari decise di trasformarsi per convenienza in un ordine monastico dipendente dal Papa (Papa Onorio II concedette loro esenzioni fiscali e privilegi), ecco che quel gruppo di nobili apre anche ai non nobili, alle classi inferiori che avevano bisogno di aumentare di rango e di censo attraverso un cavalierato che era benedetto dalla Chiesa. Così i capi del Tempio avevano trovato la “carne fresca” che si sarebbe fatta macellare nelle battaglie delle Crociate, mentre loro accumulavano ricchezze e documenti compromettenti per condizionare la politica laica ed ecclesiastica del tempo.
Come hanno testimoniato molti templari davanti alla Santa Inquisizione, si diventava cavalieri del Tempio con una cerimonia che avveniva in totale segretezza, nella quale il neofita rinnegava la fede cristiana e lo stesso Gesù davanti ai suoi superiori nobili.
In sostanza, i Templari, i capi, rimanevano legati alle tradizioni religiose pagane di famiglia e se ne infischiavano di aver preso i voti monastici, se ne infischiavano della Chiesa e del Papa e continuavano a perpetuare segretamente il loro credo pagano, idolatrico ed anticristano.
De Molay, De Charnay, De Gonneville, per fare alcuni esempi di capi templari, non erano certamente nobili cristiani, erano nobili, punto e basta. Appartenevano ad antiche famiglie nobiliari che esistevano prima dell’avvento di Gesù. Molti esponenti di queste antiche famiglie nobili del nord Europa avevano svolto anche il ruolo di capi religiosi, tanto da assecondare la diffusione tra le loro genti di dei tutelari pagani come Cernunnos e Bèlissena che, non è un caso, ricompaiono nel pantheon templare sotto i nomi di Bafometto e Nostra Signora, ma non solo.
Guido da Lusingano, per esempio, che fu un potente nobile templare di Gerusalemme, era conosciuto come “il vedovo tenebroso ed inconsolato della fata Melusina”. Si diceva che i suoi figli avessero le branchie al posto dei polmoni e che la sua sposa, Melusina (Mère Lusina ossia Madre Lusina) vivesse sotto il castello templare di Gisors, da quando il marito aveva scoperto i suoi piedi palmati, come quelli di un’oca.
I Lusignano, guarda caso, erano i signori di Stenay ed erano imparentati con gli antichi re Merovingi, con i nobili Templari Blanchfort e con gli Hautpoul, i signori di Rennes Le Chateau, le cui deformità fisiche, secondo molte leggende, derivavano dall’incrocio di uomini e donne con strani esseri marini… che avevano il sangue blu.
Per conoscere meglio queste leggende sulla razza ibrida che governò anticamente la Francia e che fu tutt’uno con i capi dell’Ordine del Tempio, vi consiglio la lettura di un libro molto interessante e, sotto certi punti di vista, divertente. Inoltre si tratta di un vero documento storico.
E’ stato scritto nel 1670 da un sacerdote francese di nome Montfaucon de Villars.
Il suo titolo, tradotto in italiano, è Il conte di Gabalis, ovvero conversazioni sulle scienze segrete.
Buona lettura e… a presto!
Dott. Michele Allegri
martedì 28 ottobre 2008
LA VERITA' VI FA MALE LO SO...
Cari amici, bloggers e semplici curiosi, caro pubblico!
Questo è l’ultimo post prima dell’uscita del mio nuovo libro e della seconda edizione aggiornata di Dossier: i nuovi Templari.
Per questo post non ci saranno commenti.
Intervengo per segnalare a tutti voi un fatto curioso, forse inquietante, che è accaduto in un blog che tratta di criminologia, sètte, movimenti religiosi e soprattutto di movimenti neotemplari.
E’ successo che, nel corso di una discussione nella quale si accennava al mio libro, un blogger che si firma Guiscardo, e che dice di parlare anche nome di altri, ha scritto che, con altri, sta mettendo a punto per uno scrittore/dottore “una sorpresina”, un “fuoco di artificio” dal quale uscirà “con le ossa rotte”, con la “reputazione” distrutta. Il “caro scrittore” è definito un “millantatore”, che deve trovarsi un “nascondiglio” perché lo si minaccia di cagionargli un danno, fisico e morale.
Guiscardo non è ironico, non sta giocando, usa, in un blog che non è il suo, un linguaggio violento, da sfida, invita lo scrittore a chiedere scusa perché così “forse si salva”. Ma si salva da che cosa?
Da un attentato, mi viene da chiedere?
Bene, se tanto mi dà tanto, lo “scrittore” in questione, il “dottore” che deve pensare
“a salvarsi la reputazione”, visto che si parla di Dossier: i nuovi Templari, sono proprio io, Michele Allegri!
Ma il blog in questione è pieno di curiosità, di particolari che voglio farvi conoscere. Per cui andiamo avanti.
Dopo un intervento nel quale è stato aggiunto un nickname al nome Guiscardo, preceduto dal nome Roberto, il suddetto non è più intervenuto, probabilmente perché ha capito, ma solo in quel momento, che era stato identificato con una persona ben precisa, un neotemplare che si dice esperto di informatica, di computer, di ID e che, nonostante non sia nemmeno laureato, ultimamente si è presentato ad un Lions Club toscano con le credenziali dello storico, almeno così è scritto in una pagina web.
Si tratta di un nickname che ha a che fare con gli inferi e che il suddetto usa per gli amici e per intervenire in moltissimi forum.
Lo stesso individuo è conosciuto da tutte le osservanze neotemplari alle quali, di volta in volta, o ha chiesto di collaborare o ha fatto domanda per entrare e, per quello che io so, alcuni gran priori lombardi e romani lo hanno tenuto a distanza.
La stessa cosa che ho fatto io quando, per la prima volta, inviò una e-mail a templarcenter@libero.it presentandosi come capo di un gruppo di giovani neotemplari che si muovevano sotto un fantomatico Priorato, la cui sigla ricordava (o ricorda) maldestramente il Priorato di Sion.
Dopo tante lusinghe ed apprezzamenti nei confronti del mio saggio, il suddetto mi chiese, al telefono, di incontrarmi di persona, perché poteva darmi informazioni di prima mano su molti neotemplari italiani che lui conosceva e che aveva frequentato. Appena ho capito dove il suddetto voleva andare a parare, mi sono innervosito alquanto e l’ho lasciato, come si suol dire, nel suo confuso brodo, troncando la conversazione.
Una volta gli ho scritto anche che il suo pensiero era confuso e contraddittorio, perché alla mattina mi scriveva esaltandomi, alla sera faceva comunella, nel suo blog, con un altro personaggio, anch’egli molto conosciuto e che usa un nomignolo spagnolo, dandomi dello scrittore eretico, di fantascienza, dello scribacchino…
Tante volte mi sono divertito con il neotemplare in questione a giocare con lui nel suo blog, solo perché lui lo aveva fatto nel mio, tre anni fa, cercando di sbeffeggiare il mio lavoro, solo perché ho dato molto spazio all’Osmth di Osservanza Atlantica. Già a quel tempo, il suddetto agiva istigato dal soggetto col nickname spagnolo, che si firmava allora RSDM o RDSM (spelling: R di Roberto, S di Sergio, D di Domodossola, M di Mantova).
D’altra parte, si poteva solo giocare con uno che si prende sul serio, che crede veramente di essere portatore di una missione per il ristabilimento mondiale dell’Ordine templare, attraverso l’unificazione dei vari movimenti neotemplari. Lui che, a seconda, si definisce gnostico o cattolico, non accertandosi, nonostante glielo abbia detto più volte, che le due posizioni sono inconciliabili. Lo gnosticismo è un’eresia!
Mi spiace che il suddetto abbia trovato un “cattivo maestro”, che per molto tempo lo ha usato, dandogli motivazioni ideologiche che non hanno contatto con la realtà storica.
Io non c’è l’ho su con il giovane neotemplare. Sono contento se si diverte a giocare, a criticarmi, a sbeffeggiarmi, lo sono meno quando si passa il limite e si fanno minacce e ricatti velati.
Veniamo al punto: perché sono preso di mira?
Vi spiego l’architrave di questo progetto.
Il mio libro, Dossier: i nuovi Templari, ha colto nel segno.
La gente ha letto, ha imparato tante cose, ha confrontato tante posizioni pro e contro, ha avuto gli strumenti per valutare certi fatti storici e dell’attualità. Noi non abbiamo messo parti della storia sotto il tappeto per far vincere fittiziamente una parte piuttosto che un’altra. Il nostro lavoro è stato impeccabile ed imparziale, i nostri dati sono tutti plausibili ed è questo il motivo che fa scatenare queste e altre reazioni.
Con l’azione perpetrata in quel blog, cosa vogliono fare?
Vogliono screditare me come scrittore per screditare quello che scrivo, perché i mandanti di questa operazione sanno benissimo che quello che scrivo è vero, è ciò dà molto fastidio. Si diranno tante balle su di me, saranno fabbricate tante prove fasulle: da qui in avanti, state attenti alle bugie che leggerete e sentirete sulla rete e tenetemi informato su tutto.
I mandanti sanno che il libro ha venduto, ha avuto successo, che il pubblico presta attenzione ai miei interventi e alle mie riflessioni e si sono spaventati perché sto per pubblicare un secondo libro.
Ebbene, sappiate che ne sto preparando altri tre!
I mandanti e gli esecutori si preparino a leggere i miei nuovi libri! Accolgano con mente aperta i nuovi dati che porterò, escano dall’orticello delle solite letture stantie e superate dalle nuove indagini ermeneutiche! Imparino che la ricerca si muove anche grazie al metodo induttivo e non solo a botte di documentucci tirati fuori furbescamente per ogni occasione d’emergenza!
E, soprattutto, i mandanti, non carichino a manovella esecutori ingenui e sprovveduti, per poi lasciarli da soli col cero in mano quando sono scoperti. Imparino a prendersi le proprie responsabilità, cominciando col mettere il proprio NOME e COGNOME nero su bianco, come faccio io quando firmo le mie affermazioni.
Grazie a tutti,
Il vostro Michele Allegri
Questo è l’ultimo post prima dell’uscita del mio nuovo libro e della seconda edizione aggiornata di Dossier: i nuovi Templari.
Per questo post non ci saranno commenti.
Intervengo per segnalare a tutti voi un fatto curioso, forse inquietante, che è accaduto in un blog che tratta di criminologia, sètte, movimenti religiosi e soprattutto di movimenti neotemplari.
E’ successo che, nel corso di una discussione nella quale si accennava al mio libro, un blogger che si firma Guiscardo, e che dice di parlare anche nome di altri, ha scritto che, con altri, sta mettendo a punto per uno scrittore/dottore “una sorpresina”, un “fuoco di artificio” dal quale uscirà “con le ossa rotte”, con la “reputazione” distrutta. Il “caro scrittore” è definito un “millantatore”, che deve trovarsi un “nascondiglio” perché lo si minaccia di cagionargli un danno, fisico e morale.
Guiscardo non è ironico, non sta giocando, usa, in un blog che non è il suo, un linguaggio violento, da sfida, invita lo scrittore a chiedere scusa perché così “forse si salva”. Ma si salva da che cosa?
Da un attentato, mi viene da chiedere?
Bene, se tanto mi dà tanto, lo “scrittore” in questione, il “dottore” che deve pensare
“a salvarsi la reputazione”, visto che si parla di Dossier: i nuovi Templari, sono proprio io, Michele Allegri!
Ma il blog in questione è pieno di curiosità, di particolari che voglio farvi conoscere. Per cui andiamo avanti.
Dopo un intervento nel quale è stato aggiunto un nickname al nome Guiscardo, preceduto dal nome Roberto, il suddetto non è più intervenuto, probabilmente perché ha capito, ma solo in quel momento, che era stato identificato con una persona ben precisa, un neotemplare che si dice esperto di informatica, di computer, di ID e che, nonostante non sia nemmeno laureato, ultimamente si è presentato ad un Lions Club toscano con le credenziali dello storico, almeno così è scritto in una pagina web.
Si tratta di un nickname che ha a che fare con gli inferi e che il suddetto usa per gli amici e per intervenire in moltissimi forum.
Lo stesso individuo è conosciuto da tutte le osservanze neotemplari alle quali, di volta in volta, o ha chiesto di collaborare o ha fatto domanda per entrare e, per quello che io so, alcuni gran priori lombardi e romani lo hanno tenuto a distanza.
La stessa cosa che ho fatto io quando, per la prima volta, inviò una e-mail a templarcenter@libero.it presentandosi come capo di un gruppo di giovani neotemplari che si muovevano sotto un fantomatico Priorato, la cui sigla ricordava (o ricorda) maldestramente il Priorato di Sion.
Dopo tante lusinghe ed apprezzamenti nei confronti del mio saggio, il suddetto mi chiese, al telefono, di incontrarmi di persona, perché poteva darmi informazioni di prima mano su molti neotemplari italiani che lui conosceva e che aveva frequentato. Appena ho capito dove il suddetto voleva andare a parare, mi sono innervosito alquanto e l’ho lasciato, come si suol dire, nel suo confuso brodo, troncando la conversazione.
Una volta gli ho scritto anche che il suo pensiero era confuso e contraddittorio, perché alla mattina mi scriveva esaltandomi, alla sera faceva comunella, nel suo blog, con un altro personaggio, anch’egli molto conosciuto e che usa un nomignolo spagnolo, dandomi dello scrittore eretico, di fantascienza, dello scribacchino…
Tante volte mi sono divertito con il neotemplare in questione a giocare con lui nel suo blog, solo perché lui lo aveva fatto nel mio, tre anni fa, cercando di sbeffeggiare il mio lavoro, solo perché ho dato molto spazio all’Osmth di Osservanza Atlantica. Già a quel tempo, il suddetto agiva istigato dal soggetto col nickname spagnolo, che si firmava allora RSDM o RDSM (spelling: R di Roberto, S di Sergio, D di Domodossola, M di Mantova).
D’altra parte, si poteva solo giocare con uno che si prende sul serio, che crede veramente di essere portatore di una missione per il ristabilimento mondiale dell’Ordine templare, attraverso l’unificazione dei vari movimenti neotemplari. Lui che, a seconda, si definisce gnostico o cattolico, non accertandosi, nonostante glielo abbia detto più volte, che le due posizioni sono inconciliabili. Lo gnosticismo è un’eresia!
Mi spiace che il suddetto abbia trovato un “cattivo maestro”, che per molto tempo lo ha usato, dandogli motivazioni ideologiche che non hanno contatto con la realtà storica.
Io non c’è l’ho su con il giovane neotemplare. Sono contento se si diverte a giocare, a criticarmi, a sbeffeggiarmi, lo sono meno quando si passa il limite e si fanno minacce e ricatti velati.
Veniamo al punto: perché sono preso di mira?
Vi spiego l’architrave di questo progetto.
Il mio libro, Dossier: i nuovi Templari, ha colto nel segno.
La gente ha letto, ha imparato tante cose, ha confrontato tante posizioni pro e contro, ha avuto gli strumenti per valutare certi fatti storici e dell’attualità. Noi non abbiamo messo parti della storia sotto il tappeto per far vincere fittiziamente una parte piuttosto che un’altra. Il nostro lavoro è stato impeccabile ed imparziale, i nostri dati sono tutti plausibili ed è questo il motivo che fa scatenare queste e altre reazioni.
Con l’azione perpetrata in quel blog, cosa vogliono fare?
Vogliono screditare me come scrittore per screditare quello che scrivo, perché i mandanti di questa operazione sanno benissimo che quello che scrivo è vero, è ciò dà molto fastidio. Si diranno tante balle su di me, saranno fabbricate tante prove fasulle: da qui in avanti, state attenti alle bugie che leggerete e sentirete sulla rete e tenetemi informato su tutto.
I mandanti sanno che il libro ha venduto, ha avuto successo, che il pubblico presta attenzione ai miei interventi e alle mie riflessioni e si sono spaventati perché sto per pubblicare un secondo libro.
Ebbene, sappiate che ne sto preparando altri tre!
I mandanti e gli esecutori si preparino a leggere i miei nuovi libri! Accolgano con mente aperta i nuovi dati che porterò, escano dall’orticello delle solite letture stantie e superate dalle nuove indagini ermeneutiche! Imparino che la ricerca si muove anche grazie al metodo induttivo e non solo a botte di documentucci tirati fuori furbescamente per ogni occasione d’emergenza!
E, soprattutto, i mandanti, non carichino a manovella esecutori ingenui e sprovveduti, per poi lasciarli da soli col cero in mano quando sono scoperti. Imparino a prendersi le proprie responsabilità, cominciando col mettere il proprio NOME e COGNOME nero su bianco, come faccio io quando firmo le mie affermazioni.
Grazie a tutti,
Il vostro Michele Allegri
lunedì 13 ottobre 2008
17 OTTOBRE 1307-17 OTTOBRE 2008: LA STORIA SI RIPETE!
Cari amici, bloggers e semplici curiosi,
come vedete, sono tornato a dialogare con voi in questo spazio e lo faccio, come ben sapete, più che volentieri. Come sempre, in tanti mi avete scritto e mi stupisce, questa volta, che quattro nuovi Templari mi abbiano comunicato il loro apprezzamento e mi abbiano chiesto di cercare di rispondere loro su alcune considerazioni e questioni che, di seguito, affronteremo.
Un paio di neotemplari mi hanno comunicato, inoltre, che l’ambiente neotemplare italiano versa sempre più in condizioni disperate. Ci sono “continue lotte per i posti più visibili”, continue schermaglie e scaramucce tra Osservanze ma soprattutto ci sono scissioni, l’ultima delle quali riguarda l’Osmth di Venceslai, che ha visto fuoriuscire un nutritissimo ed affiatato gruppo di cavalieri alla cui testa sta il dott. Corona, che ha fondato l’ennesima associazione neotemplare italiana. Al di là dello sbandierato concetto di unità e fratellanza templare, ci sembra di capire che ogni neotemplare, in cuor suo, coltiva un sogno d’indipendenza e di obbedienza solo a sé stesso oppure si potrebbe parlare della dittatura ideologica di alcuni gran priori che non sanno cosa è la Democrazia.
Infine, mi sono state segnalati tutta una serie di comportamenti già ampiamente stigmatizzati su questo blog: che i neotemplari non fanno nulla di straordinario, che amano solo riunirsi a cena per rimpinzarsi con “cibo scadente”, che si parlano addosso in modo approssimativo riguardo ai loro fantomatici progetti, che allungano di tanto in tanto qualche centone di euro per essere ospitati in qualche chiesa di periferia dove avvengono le cosiddette investiture, anzi, sarebbe meglio dire le pseudo-investiture, visto che le Osservanze neotemplari sono solo apparentemente degli ordini cavallereschi o religiosi e che, in verità, non sono riconosciuti né dallo Stato italiano né dalla Santa Sede. Dato che sono solo delle associazioni non riconosciute, mi chiedo che motivo abbiano di fare investiture cavalleresche con tanto di spadone da girarrosto e perché non spieghino che i titoli conferiti in quell’occasione, cavaliere, commendatore o balivo, sono semplicemente cariche goliardiche ad uso interno dell’associazione.
Ci sono, infatti, neotemplari che riportano il loro grado nei curricula che allegano per fare i concorsi pubblici, come fosse una decorazione o un riconoscimento legale che fa punteggio.
Noto, guardando i siti di riferimento, che, impropriamente, alcuni noti gran priori nostrani, come se fossero a capo di Ordini cavallereschi legalmente riconosciuti, invitano i loro iscritti militari, carabinieri o poliziotti, a mettersi in divisa nei capitoli o nelle cerimonie in chiesa, e ad indossare, sopra alla divisa, le loro fasce azzurre di ufficiali e le loro appropriate decorazioni al merito o di servizio.
A mio avviso, le nobili divise dei difensori della Repubblica Italiana e della Democrazia parlamentare non dovrebbero mischiarsi con mantelli fatti per goliardici incontri e per scampagnate fuori porta.
Comunque, ognuno è libero di comportarsi e di regolarsi come meglio crede…
Scelgo appositamente questa giornata, questa ricorrenza, per riprendere il filo di alcune argomenti che avevo iniziato a trattare, facendo uno zoom sulle lucide osservazioni che mi hanno sottoposto alcuni neotemplari.
Oggi è il 13 ottobre, una giornata nella quale ricorre l’anniversario dell’inizio della fine dell’Ordine del Tempio, avvenuto 701 anni fa.
Il 13 ottobre del 1307, infatti, alle sette del mattino, le principali sedi dei Templari sul suolo di Francia , compreso il quartier generale di Parigi dove si trovava il Maestro De Molay,furono violate dalle truppe di re Filippo IV, le quali, per introdursi in maniera fraudolenta, usarono il pretesto di un banale controllo fiscale mentre, in realtà, nascondevano l’intenzione di arrestare durante la notte la maggior parte dei cavalieri.
Per condurre a termine quest’operazione manu militari, Re Filippo IV aveva dovuto ottenere il benestare da parte di Papa Clemente V, sia perché le sedi dell’Ordine, grazie alle speciali garanzie e prerogative concesse dalla Chiesa, erano, sulla carta, inviolabili e ritenute extra-territoriali
(come le sedi diplomatiche) sia perché nessun laico e nemmeno un re poteva mettere le mani su dei monaci senza il consenso del potere ecclesiastico. E siccome l’Ordine del Tempio era composto da monaci e dipendeva gerarchicamente dal Papa, e solo da lui, solamente il Pontefice poteva dare l’autorizzazione all’arresto.
Il declino dei banchieri di Dio iniziò in quel giorno e, come nei corsi e ricorsi della storia di Giambattista Vico, oggi, come allora, in questo stesso giorno, la finanza mondiale, le banche e il loro modello drogato di fare soldi e speculazioni entrano definitivamente in crisi. Come allora, i potenti si riuniscono e si chiedono quali soluzioni siano da apportare a questa crisi finanziaria che non ha precedenti nella storia più recente.
Ma torniamo ai Templari.
Come ben sapete, nove cavalieri francesi di famiglie blasonate, nel 1118-1119, avevano deciso di recarsi in Terrasanta per proteggere i pellegrini che si recavano al Santo Sepolcro per lucrare indulgenze per la salvezza delle loro anime. I nove cavalieri stabilirono la loro roccaforte in Palestina, a Gerusalemme, sulle rovine del Tempio di Salomone. Da lì la denominazione di Milizia del Tempio, dieci anni prima di farsi riconoscere dalla Chiesa di Roma.
In realtà, invece, i nove fondatori si erano recati a Gerusalemme con il preciso compito, o mandato, di ritrovare sotto le rovine del Tempio salomonico un quid, un qualcosa di estremamente prezioso che poteva sconvolgere la storia così come noi la conosciamo.
Questa ricerca, o Queste, per usare un’espressione dei romanzi del Graal, è oggetto di vivi dibattiti da parte di storici, scrittori e giornalisti, per il fatto che in dieci anni di stanziamento sulle rovine del Tempio non si conoscono battaglie o imprese condotte da quei Templari a difesa dei cristiani. D’altra parte, come avrebbero potuto 9, 10, 11 templari difendere i pellegrini dagli assalti di migliaia e migliaia di musulmani?
Se ne deduce, quindi, che i Templari avviarono un’attività di altro tipo, un lavoro, come è stato definito da noi nel Dossier, da archeologi ante litteram. Quei templari fecero, infatti, molti scavi sotto le fondamenta del Tempio di Salomone. Ma per trovare cosa, ci chiediamo e, ancora di più ci domandiamo: da chi furono inviati in missione?
Secondo alcuni storici inglesi ed americani, un’organizzazione ben più potente del Tempio governava da dietro le quinte l’Ordine. Per alcuni sarebbe il sempre presente Ordine del Priorato di Sion che aveva il suo quartier generale sul monte Sion e le cui iniziali P e S si possono ammirare nel rosone della chiesa dedicata al vescovo Sulpicio a Parigi, il santo della città di Bourges, l’ombelico della Francia esoterica nella quale ciascuno di voi può visitare gli antichi palazzi cinquecenteschi dedicati all’alchimia e ai misteriosi Rosacroce.
Lo scopo di quell’ organizzazione che si sarebbe nascosta dietro ai Templari era utilizzare questa milizia cristiana per girare indisturbati in Terra Santa e per ricevere finanziamenti da parte di governi e di re al fine di pagare le maestranze locali per aiutare i nove templari ad individuare preziose reliquie, forse il Santo Graal, forse l’Arca della Alleanza. Forse, più probabilmente, ciò che quei nove nobili templari erano stati mandati a trovare erano le tracce della presenza di qualcosa di strano nel sottosuolo della zona.
Sotto al Tempio di Salomone, infatti, come a Rennes le Chateau, si diramano una serie di gallerie, di grotte e di cunicoli nei quali è possibile visitare i resti di città sepolte che conducono ad un luogo ancora più in profondità e ad un tesoro favoloso…
Non spaventatevi amici! Il Corriere della Sera di martedì 30 settembre ha pubblicato un articolo riguardante “l’Italia segreta”, un viaggio nel sottosuolo da Torino a Palermo, censendo più di 1099 cavità che sarebbero, udite udite, ancora abitate.
Le vie che corrono sotto al Tempio dedicato a Salomone sono state percorse anche da molte popolazioni del passato che là celebravano alcuni tipi di cerimonie.
Per chi non lo sa o per chi non ha avuto mai l’occasione di leggere la Bibbia (l’Antico Testamento), Salomone fu un re ebraico che, alla fine dei suoi giorni, abbandonò il culto del dio Adonai o Jahvè, lo stesso dei cristiani, per tornare ad adorare l’antico dio fenicio, degli Ammoniti e dei Tirii, Baal o Moloch, il genio del fuoco che potremmo paragonare all’idolo templare Bafomet, il dio sincretista che ha gli attributi di Pan, il dio Tutto dei Greci che, con le corna, la barbetta, le orecchie a punta e le zampe da capra, scorazzava per la regione dell’Arcadia suonando il flauto.
Lo stesso comportamento di re Salomone, di un ritorno alle origini, fu adottato anche da Aronne, fratello di Mosè che, quando, il profeta andò a prendere da Jahvè, “il dio geloso”, le tavole con le leggi, ne approfittò per costruire, con il benestare di tutto il popolo ebraico, un grande vitello d’oro da adorare come dio. Il vitello d’oro è il simbolo dell’opulenza ma anche di una certa paganità che il popolo ebraico coltivava da sempre, avendo avuto come dei di riferimento Baal, Moloch e Astarte.
La Chiesa di Roma, dal Medioevo in avanti, si assunse il compito di combattere il paganesimo e l’idolatria ancora vivente nelle campagne, trasformando gli dei pagani ed orientali Baal e Astarte in demoni con il nome di Baalzebub o Astarote. Evidentemente, in pieno 1300 i culti degli dei pagani non erano affatto scomparsi.
Mutatis mutandis, questa lotta al mondo pagano e all’idolatria continua nelle parole pronunciate qualche giorno fa da Papa Benedetto XVI a proposito della rincorsa futile al denaro, all’oro, alla ricchezza che offusca i veri valori della vita ma che, soprattutto, fa dimenticare il vero amore filiale che l’uomo deve a Dio, suo creatore. Insomma, bene o male, lo stesso rimprovero che Mosè riservò al suo popolo che fu condannato a bere l’oro fuso del vitello.
Si può ben dire che in Salomone, in Aronne e nei Templari si attesta la medesima linea di comportamento: le novità religiose rappresentate dai nuovi culti estranei alla comunità, siano essi Jahvè per Salomone e Aronne o Gesù per i Templari, sono respinte alla luce del sole o in segreto, in nome di una Tradizione religiosa pagana antidiluviana.
Fatto sta che il paganesimo rimase e, possiamo dire, rimane sempre un elemento centrale della spiritualità dell’uomo.
Lo stesso Clemente V, quindi, accettò di dare il via libera al re francese per far arrestare i capi del Tempio, proprio perché le voci sulle loro pratiche devozionali pagane, idolatriche e magiche erano sempre più sulla bocca di tutti, dai nobili della corte del re ai vescovi delle diocesi più importanti.
La fine del Tempio aprì la strada al consolidamento delle pratiche portate avanti dalla Chiesa per l’estirpazione forzata della religione pagana e della magia. La tortura, l’indice dei libri e i roghi contro gli eretici, i pagani, le cosiddette streghe o gli stregoni o untori, divennero degli strumenti quotidiani attraverso i quali la Chiesa di Roma, assieme a sovrani cristianissimi, intraprese questa lotta, che inizia con la crociata contro gli albigesi o catari.
I catari, che erano cristiani gnostici, consideravano Gesù un angelo del vero Dio ed affermavano che la Chiesa di Roma era la Sinagoga di Satana, che era corrotta, violenta, materialista e devota all’Anticristo. Essi avevano organizzato una fortee radicata chiesa nella regione occitana, che si estende da alcune zone della Spagna meridionale fino alla Lombardia.
Le stesse argomentazioni polemiche verso la Chiesa di Roma furono utilizzate, qualche secolo dopo, dal monaco Martin Lutero e dai riformatori cristiani protestanti, che ruppero l’unità cristiana dell’Europa riunita sotto un Papa.
I catari, che furono ingiustamente accusati dalla Chiesa di Roma di adorare il gatto nero e, quindi, il demonio, ritenevano, come i manichei orientali, che gli Dei fossero due soltanto: uno del bene e uno del male. Il Dio dell’antico testamento, il dio geloso degli ebrei, il dio vendicatore e della guerra, era considerato come il Demiurgo platonico, cioè il dio della carne, della materialità, mentre il vero padre che stava nei cieli e non in Terra era puro spirito e Gesù, che era un suo angelo, si era incarnato per far conoscere all’umanità intera chi fosse il loro vero creatore.
I catari consideravano la croce un simbolo di Satana e non ritenevano che Gesù si fosse incarnato per espiare le colpe di tutti. Non assecondavano le voluttuosità della carne e condannavano il matrimonio e il generare figli, poiché attraverso la procreazione si propagava il regno fittizio ed impostore del demonio o demiurgo. Per questa radicalità religiosa e per altri fatti connessi al ruolo della donna presso i primi cristiani e al segreto del Graal custodito dai catari nelle grotte del Sabarthès che, secondo molte leggende del Razès sarebbe passato ai Templari durante l’assedio di Montesegur, questi cristiani gnostici dovettero essere eliminati fisicamente, anche perché la loro influenza sui nobili e su parte della popolazione locale era divenuta talmente forte da mettere in crisi l’intera chiesa paolina di Roma.
A questo punto faccio entrare in scena un nuovo Templare di un’importante osservanza italiana che “è fiero di portare sulle spalle la fiaccola, la luce di verità dell’Ordine” e che mi ha scritto domandandomi perché la Chiesa cattolica, che ha sempre predicato l’amore verso il prossimo, ha poi utilizzato la tortura e la pena capitale per sconfiggere chi la contestava, a partire soprattutto da quei movimenti cristiani medievali pauperisti, come i catari o i dolciniani che predicavano, in nome di Gesù, il ritorno ad una Chiesa povera. “Per non parlare”, dice ancora il signor nuovo Templare, di quanti “cristiani, come Lutero, Calvino e Zwingli, contestavano la vendita delle indulgenze, per cui veniva garantito il paradiso o il lavacro dai peccati a coloro che davano soldi alla Chiesa”.
A questa contestazione se ne affianca un’altra, fatta da un altro neotemplare di un osservanza diversa da quella precedente che, attraverso una lettera, si chiede, dopo aver letto alcuni libri del giornalista Pinotti, “ perché la Chiesa di Roma predica bene ma razzola male, perché contesta il capitalismo selvaggio e si ritrova invischiata col mondo profano, possedendo banche come lo IOR o patrimoni immobiliari di centinai di milioni di euro, come può la Chiesa farsi servire da banchieri cattolici e piduisti come Calvi e Sindona, come ha potuto avere al suo fianco personaggi discutibili come monsignor Marcinkus, come fa a farsi affiancare da organizzazioni ricche e potenti come l’Opus Dei che hanno tra le sue file banchieri e finanzieri come Gianmario Roveraro…”.
Il neotemplare chiude dicendo che la tanta pubblicità intorno alle “scoperte” della dott.ssa Frale copre l’intenzione di non far passare Clemente V come colpevole della fine dell’Ordine. Secondo il neotemplare, poco importerebbe alla Chiesa dei Templari, della loro riabilitazione, visto che il libro del Vaticano è venduto a suon di migliaia di euro. La vera intenzione sarebbe solo quella di riabilitare Clemente e dare tutta la colpa di ciò che è accaduto al re francese.
Si, è vero, dico io, sono domande ed affermazioni legittime quelle sollevate da questi neotemplari ma provo a dare delle spiegazioni su alcune cose che, lungi da me, non vogliono che appaiono come delle giustificazioni di atteggiamenti errati della Chiesa.
La Chiesa, per poter svolgere il suo ministero e per annunciare al mondo le sue verità, ha avuto bisogno, fin dalla sua nascita, di conquistarsi degli spazi di comunicazione. Per questo, talvolta, ha dovuto misurarsi col potere e, quindi, con il mondo, giacché il messaggio cristiano della Chiesa non è prettamente spirituale né è radicale come quello dei catari o dei dolciniani ma è un messaggio universale, che vuole contribuire a migliorare anche le condizioni materiali di molti e ad estendere il concetto di pace tra i popoli. Per questo la Chiesa ha sempre cercato con la diplomazia, ma anche con gli eserciti, di fare da mediatore tra il cielo e la terra, tra Dio e i potenti della Terra.
Non dimenticatevi che per sconfiggere il paganesimo e per istaurare il culto del dio rivelato, i padri della Chiesa dovettero compromettersi con l’imperatore Costantino, colui che veniva definito “il Cristo” e che vedeva in un unico Dio rivelato il miglior modo di consolidare il suo potere persona instrumentum regni, cioè uno strumento di potere, un mezzo utile per avere un impero coeso intorno alla sua figura, una concezione ben diversa da quella che avevano i primi protomartiri cristiani.
Così facendo, la Chiesa di Roma ha voluto appoggiarsi sulle stampelle del potere temporale di imperatori, re, principi, nobili e nella nostra epoca, perché no, di finanzieri e di banchieri non troppo onesti…
Ma non solo nella nostra epoca c’è stata una compromissione della Chiesa col potere finanziario, perché, se ben guardate, pur essendo proibita l’usura, la Chiesa utilizzò i Templari per fare cassa e per riconquistare posizioni di prestigio militare con le Crociate. In cambio, per molto tempo, fu taciuta o sopportata la religione segreta dei cavalieri del Tempio, il loro esoterismo sincretista, i loro culti antidiluviani di marca pagana ed anti-cristiana.
Finite le Crociate, aumentando a dismisura il potere finanziario dei Templari che appariva ormai distante dagli interessi della Chiesa e dalle sue pratiche devozionali, essi divennero una vera e propria minaccia. Ecco dunque che, con lucida predeterminazione, venne progettato da parte di Clemente e del re francese il modo di sbarazzarsi del più grande Ordine cavalleresco che la storia conobbe.
Come ricordano i neotemplari dott. Stelio Venceslai e prof. Nicolas Haimovici a pagg. 230-231 del loro libro De Militum Templi Ordinis Regula Libriisque Cognitis, “Papa Clemente V emana la bolla Facies misericordiam con la quale ordina arresti ed interrogatori, la bolla Ppastorali praeminentia con la quale ordina a tutti i principi e sovrani cattolici di arrestare i templari nei loro rispettivi Stati e la bolla Ad perpetuam rei memoriam con la quale statuisce sul sequestro e sulla messa sotto tutela dei bene dell’Ordine” ( alla faccia di quanti sostengono che Clemente non c’entra niente con la caduta dell’Ordine. Per gli accademici ci vuole una bella faccia…)
Lasciatemi fare il solito paragone ma a me paiono gli stessi tipi di provvedimenti che sta consigliando il Fondo Monetario Internazionale ai governi più ricchi nei confronti dei responsabili degli attuali crack finanziari e delle loro banche di riferimento.
La storia, come vedete è sempre quella: gira e rigira si ripete…
Ah, dimenticavo… leggete il già citato libro di Venceslai, perché a pagina 232 troviamo scritto
qualcosa di interessante circa il cosiddetto segreto templare:
“Diversi fattori sconcertanti concorrono a consolidare l’idea di un’organizzazione o, almeno, di un organigramma a parte, il che spiegherebbe la straordinaria struttura e il sistema di organizzazione dell’Ordine… esistono alcuni documenti sconcertanti che danno da pensare sulla regola dell’ordine segreto e soprattutto delle deposizioni rese nel corso delle inchieste e dei processi templari (ad esempio Gonneville, un templare sotto inchiesta, testimonia di una regola segreta). Esiste un documento clamoroso d’importanza capitale, esibito nel corso del processo da Raoul de Presle che afferma che c’era nell’Ordine un regolamento così straordinario ed in merito al quale doveva conservarsi un tale segreto, che ciascun templare avrebbe preferito farsi tagliare la testa piuttosto che rivelarlo”.
E così, infatti, come riconosce anche il dott. Venceslai, fecero i Templari, che per difendere la loro fede pagana, non parlarono dei loro segreti e morirono…. come martiri.
Mi auguro che in un futuro si possa istituire una commissione d’inchiesta sul pensiero del dott. Venceslai, per capire, una volta per tutte, come la pensa sull’argomento.
Comunque, bisogna riconoscere che, ogni tanto, la Verità lo possiede e per questo noi tutti lo salutiamo calorosamente e fraternamente, come il gran priore più anziano di tutti i neotemplari italiani, con i suoi pregi e i suoi difetti, con i suoi momenti di lucidità, con le sue dimenticanze più o meno volontarie.
A lui auguriamo di mantenere in alto, ancora per molti e molti anni, lo stendardo bianco e nero del Tempio neotemplare, sperando che, di scissione in scissione, alla fine, non rimanga da solo…. con il suddetto stendardo in mano.
Dott. Michele Allegri
P.S.
Pazientate ancora un po’: il nuovo libro è quasi pronto!!!
come vedete, sono tornato a dialogare con voi in questo spazio e lo faccio, come ben sapete, più che volentieri. Come sempre, in tanti mi avete scritto e mi stupisce, questa volta, che quattro nuovi Templari mi abbiano comunicato il loro apprezzamento e mi abbiano chiesto di cercare di rispondere loro su alcune considerazioni e questioni che, di seguito, affronteremo.
Un paio di neotemplari mi hanno comunicato, inoltre, che l’ambiente neotemplare italiano versa sempre più in condizioni disperate. Ci sono “continue lotte per i posti più visibili”, continue schermaglie e scaramucce tra Osservanze ma soprattutto ci sono scissioni, l’ultima delle quali riguarda l’Osmth di Venceslai, che ha visto fuoriuscire un nutritissimo ed affiatato gruppo di cavalieri alla cui testa sta il dott. Corona, che ha fondato l’ennesima associazione neotemplare italiana. Al di là dello sbandierato concetto di unità e fratellanza templare, ci sembra di capire che ogni neotemplare, in cuor suo, coltiva un sogno d’indipendenza e di obbedienza solo a sé stesso oppure si potrebbe parlare della dittatura ideologica di alcuni gran priori che non sanno cosa è la Democrazia.
Infine, mi sono state segnalati tutta una serie di comportamenti già ampiamente stigmatizzati su questo blog: che i neotemplari non fanno nulla di straordinario, che amano solo riunirsi a cena per rimpinzarsi con “cibo scadente”, che si parlano addosso in modo approssimativo riguardo ai loro fantomatici progetti, che allungano di tanto in tanto qualche centone di euro per essere ospitati in qualche chiesa di periferia dove avvengono le cosiddette investiture, anzi, sarebbe meglio dire le pseudo-investiture, visto che le Osservanze neotemplari sono solo apparentemente degli ordini cavallereschi o religiosi e che, in verità, non sono riconosciuti né dallo Stato italiano né dalla Santa Sede. Dato che sono solo delle associazioni non riconosciute, mi chiedo che motivo abbiano di fare investiture cavalleresche con tanto di spadone da girarrosto e perché non spieghino che i titoli conferiti in quell’occasione, cavaliere, commendatore o balivo, sono semplicemente cariche goliardiche ad uso interno dell’associazione.
Ci sono, infatti, neotemplari che riportano il loro grado nei curricula che allegano per fare i concorsi pubblici, come fosse una decorazione o un riconoscimento legale che fa punteggio.
Noto, guardando i siti di riferimento, che, impropriamente, alcuni noti gran priori nostrani, come se fossero a capo di Ordini cavallereschi legalmente riconosciuti, invitano i loro iscritti militari, carabinieri o poliziotti, a mettersi in divisa nei capitoli o nelle cerimonie in chiesa, e ad indossare, sopra alla divisa, le loro fasce azzurre di ufficiali e le loro appropriate decorazioni al merito o di servizio.
A mio avviso, le nobili divise dei difensori della Repubblica Italiana e della Democrazia parlamentare non dovrebbero mischiarsi con mantelli fatti per goliardici incontri e per scampagnate fuori porta.
Comunque, ognuno è libero di comportarsi e di regolarsi come meglio crede…
Scelgo appositamente questa giornata, questa ricorrenza, per riprendere il filo di alcune argomenti che avevo iniziato a trattare, facendo uno zoom sulle lucide osservazioni che mi hanno sottoposto alcuni neotemplari.
Oggi è il 13 ottobre, una giornata nella quale ricorre l’anniversario dell’inizio della fine dell’Ordine del Tempio, avvenuto 701 anni fa.
Il 13 ottobre del 1307, infatti, alle sette del mattino, le principali sedi dei Templari sul suolo di Francia , compreso il quartier generale di Parigi dove si trovava il Maestro De Molay,furono violate dalle truppe di re Filippo IV, le quali, per introdursi in maniera fraudolenta, usarono il pretesto di un banale controllo fiscale mentre, in realtà, nascondevano l’intenzione di arrestare durante la notte la maggior parte dei cavalieri.
Per condurre a termine quest’operazione manu militari, Re Filippo IV aveva dovuto ottenere il benestare da parte di Papa Clemente V, sia perché le sedi dell’Ordine, grazie alle speciali garanzie e prerogative concesse dalla Chiesa, erano, sulla carta, inviolabili e ritenute extra-territoriali
(come le sedi diplomatiche) sia perché nessun laico e nemmeno un re poteva mettere le mani su dei monaci senza il consenso del potere ecclesiastico. E siccome l’Ordine del Tempio era composto da monaci e dipendeva gerarchicamente dal Papa, e solo da lui, solamente il Pontefice poteva dare l’autorizzazione all’arresto.
Il declino dei banchieri di Dio iniziò in quel giorno e, come nei corsi e ricorsi della storia di Giambattista Vico, oggi, come allora, in questo stesso giorno, la finanza mondiale, le banche e il loro modello drogato di fare soldi e speculazioni entrano definitivamente in crisi. Come allora, i potenti si riuniscono e si chiedono quali soluzioni siano da apportare a questa crisi finanziaria che non ha precedenti nella storia più recente.
Ma torniamo ai Templari.
Come ben sapete, nove cavalieri francesi di famiglie blasonate, nel 1118-1119, avevano deciso di recarsi in Terrasanta per proteggere i pellegrini che si recavano al Santo Sepolcro per lucrare indulgenze per la salvezza delle loro anime. I nove cavalieri stabilirono la loro roccaforte in Palestina, a Gerusalemme, sulle rovine del Tempio di Salomone. Da lì la denominazione di Milizia del Tempio, dieci anni prima di farsi riconoscere dalla Chiesa di Roma.
In realtà, invece, i nove fondatori si erano recati a Gerusalemme con il preciso compito, o mandato, di ritrovare sotto le rovine del Tempio salomonico un quid, un qualcosa di estremamente prezioso che poteva sconvolgere la storia così come noi la conosciamo.
Questa ricerca, o Queste, per usare un’espressione dei romanzi del Graal, è oggetto di vivi dibattiti da parte di storici, scrittori e giornalisti, per il fatto che in dieci anni di stanziamento sulle rovine del Tempio non si conoscono battaglie o imprese condotte da quei Templari a difesa dei cristiani. D’altra parte, come avrebbero potuto 9, 10, 11 templari difendere i pellegrini dagli assalti di migliaia e migliaia di musulmani?
Se ne deduce, quindi, che i Templari avviarono un’attività di altro tipo, un lavoro, come è stato definito da noi nel Dossier, da archeologi ante litteram. Quei templari fecero, infatti, molti scavi sotto le fondamenta del Tempio di Salomone. Ma per trovare cosa, ci chiediamo e, ancora di più ci domandiamo: da chi furono inviati in missione?
Secondo alcuni storici inglesi ed americani, un’organizzazione ben più potente del Tempio governava da dietro le quinte l’Ordine. Per alcuni sarebbe il sempre presente Ordine del Priorato di Sion che aveva il suo quartier generale sul monte Sion e le cui iniziali P e S si possono ammirare nel rosone della chiesa dedicata al vescovo Sulpicio a Parigi, il santo della città di Bourges, l’ombelico della Francia esoterica nella quale ciascuno di voi può visitare gli antichi palazzi cinquecenteschi dedicati all’alchimia e ai misteriosi Rosacroce.
Lo scopo di quell’ organizzazione che si sarebbe nascosta dietro ai Templari era utilizzare questa milizia cristiana per girare indisturbati in Terra Santa e per ricevere finanziamenti da parte di governi e di re al fine di pagare le maestranze locali per aiutare i nove templari ad individuare preziose reliquie, forse il Santo Graal, forse l’Arca della Alleanza. Forse, più probabilmente, ciò che quei nove nobili templari erano stati mandati a trovare erano le tracce della presenza di qualcosa di strano nel sottosuolo della zona.
Sotto al Tempio di Salomone, infatti, come a Rennes le Chateau, si diramano una serie di gallerie, di grotte e di cunicoli nei quali è possibile visitare i resti di città sepolte che conducono ad un luogo ancora più in profondità e ad un tesoro favoloso…
Non spaventatevi amici! Il Corriere della Sera di martedì 30 settembre ha pubblicato un articolo riguardante “l’Italia segreta”, un viaggio nel sottosuolo da Torino a Palermo, censendo più di 1099 cavità che sarebbero, udite udite, ancora abitate.
Le vie che corrono sotto al Tempio dedicato a Salomone sono state percorse anche da molte popolazioni del passato che là celebravano alcuni tipi di cerimonie.
Per chi non lo sa o per chi non ha avuto mai l’occasione di leggere la Bibbia (l’Antico Testamento), Salomone fu un re ebraico che, alla fine dei suoi giorni, abbandonò il culto del dio Adonai o Jahvè, lo stesso dei cristiani, per tornare ad adorare l’antico dio fenicio, degli Ammoniti e dei Tirii, Baal o Moloch, il genio del fuoco che potremmo paragonare all’idolo templare Bafomet, il dio sincretista che ha gli attributi di Pan, il dio Tutto dei Greci che, con le corna, la barbetta, le orecchie a punta e le zampe da capra, scorazzava per la regione dell’Arcadia suonando il flauto.
Lo stesso comportamento di re Salomone, di un ritorno alle origini, fu adottato anche da Aronne, fratello di Mosè che, quando, il profeta andò a prendere da Jahvè, “il dio geloso”, le tavole con le leggi, ne approfittò per costruire, con il benestare di tutto il popolo ebraico, un grande vitello d’oro da adorare come dio. Il vitello d’oro è il simbolo dell’opulenza ma anche di una certa paganità che il popolo ebraico coltivava da sempre, avendo avuto come dei di riferimento Baal, Moloch e Astarte.
La Chiesa di Roma, dal Medioevo in avanti, si assunse il compito di combattere il paganesimo e l’idolatria ancora vivente nelle campagne, trasformando gli dei pagani ed orientali Baal e Astarte in demoni con il nome di Baalzebub o Astarote. Evidentemente, in pieno 1300 i culti degli dei pagani non erano affatto scomparsi.
Mutatis mutandis, questa lotta al mondo pagano e all’idolatria continua nelle parole pronunciate qualche giorno fa da Papa Benedetto XVI a proposito della rincorsa futile al denaro, all’oro, alla ricchezza che offusca i veri valori della vita ma che, soprattutto, fa dimenticare il vero amore filiale che l’uomo deve a Dio, suo creatore. Insomma, bene o male, lo stesso rimprovero che Mosè riservò al suo popolo che fu condannato a bere l’oro fuso del vitello.
Si può ben dire che in Salomone, in Aronne e nei Templari si attesta la medesima linea di comportamento: le novità religiose rappresentate dai nuovi culti estranei alla comunità, siano essi Jahvè per Salomone e Aronne o Gesù per i Templari, sono respinte alla luce del sole o in segreto, in nome di una Tradizione religiosa pagana antidiluviana.
Fatto sta che il paganesimo rimase e, possiamo dire, rimane sempre un elemento centrale della spiritualità dell’uomo.
Lo stesso Clemente V, quindi, accettò di dare il via libera al re francese per far arrestare i capi del Tempio, proprio perché le voci sulle loro pratiche devozionali pagane, idolatriche e magiche erano sempre più sulla bocca di tutti, dai nobili della corte del re ai vescovi delle diocesi più importanti.
La fine del Tempio aprì la strada al consolidamento delle pratiche portate avanti dalla Chiesa per l’estirpazione forzata della religione pagana e della magia. La tortura, l’indice dei libri e i roghi contro gli eretici, i pagani, le cosiddette streghe o gli stregoni o untori, divennero degli strumenti quotidiani attraverso i quali la Chiesa di Roma, assieme a sovrani cristianissimi, intraprese questa lotta, che inizia con la crociata contro gli albigesi o catari.
I catari, che erano cristiani gnostici, consideravano Gesù un angelo del vero Dio ed affermavano che la Chiesa di Roma era la Sinagoga di Satana, che era corrotta, violenta, materialista e devota all’Anticristo. Essi avevano organizzato una fortee radicata chiesa nella regione occitana, che si estende da alcune zone della Spagna meridionale fino alla Lombardia.
Le stesse argomentazioni polemiche verso la Chiesa di Roma furono utilizzate, qualche secolo dopo, dal monaco Martin Lutero e dai riformatori cristiani protestanti, che ruppero l’unità cristiana dell’Europa riunita sotto un Papa.
I catari, che furono ingiustamente accusati dalla Chiesa di Roma di adorare il gatto nero e, quindi, il demonio, ritenevano, come i manichei orientali, che gli Dei fossero due soltanto: uno del bene e uno del male. Il Dio dell’antico testamento, il dio geloso degli ebrei, il dio vendicatore e della guerra, era considerato come il Demiurgo platonico, cioè il dio della carne, della materialità, mentre il vero padre che stava nei cieli e non in Terra era puro spirito e Gesù, che era un suo angelo, si era incarnato per far conoscere all’umanità intera chi fosse il loro vero creatore.
I catari consideravano la croce un simbolo di Satana e non ritenevano che Gesù si fosse incarnato per espiare le colpe di tutti. Non assecondavano le voluttuosità della carne e condannavano il matrimonio e il generare figli, poiché attraverso la procreazione si propagava il regno fittizio ed impostore del demonio o demiurgo. Per questa radicalità religiosa e per altri fatti connessi al ruolo della donna presso i primi cristiani e al segreto del Graal custodito dai catari nelle grotte del Sabarthès che, secondo molte leggende del Razès sarebbe passato ai Templari durante l’assedio di Montesegur, questi cristiani gnostici dovettero essere eliminati fisicamente, anche perché la loro influenza sui nobili e su parte della popolazione locale era divenuta talmente forte da mettere in crisi l’intera chiesa paolina di Roma.
A questo punto faccio entrare in scena un nuovo Templare di un’importante osservanza italiana che “è fiero di portare sulle spalle la fiaccola, la luce di verità dell’Ordine” e che mi ha scritto domandandomi perché la Chiesa cattolica, che ha sempre predicato l’amore verso il prossimo, ha poi utilizzato la tortura e la pena capitale per sconfiggere chi la contestava, a partire soprattutto da quei movimenti cristiani medievali pauperisti, come i catari o i dolciniani che predicavano, in nome di Gesù, il ritorno ad una Chiesa povera. “Per non parlare”, dice ancora il signor nuovo Templare, di quanti “cristiani, come Lutero, Calvino e Zwingli, contestavano la vendita delle indulgenze, per cui veniva garantito il paradiso o il lavacro dai peccati a coloro che davano soldi alla Chiesa”.
A questa contestazione se ne affianca un’altra, fatta da un altro neotemplare di un osservanza diversa da quella precedente che, attraverso una lettera, si chiede, dopo aver letto alcuni libri del giornalista Pinotti, “ perché la Chiesa di Roma predica bene ma razzola male, perché contesta il capitalismo selvaggio e si ritrova invischiata col mondo profano, possedendo banche come lo IOR o patrimoni immobiliari di centinai di milioni di euro, come può la Chiesa farsi servire da banchieri cattolici e piduisti come Calvi e Sindona, come ha potuto avere al suo fianco personaggi discutibili come monsignor Marcinkus, come fa a farsi affiancare da organizzazioni ricche e potenti come l’Opus Dei che hanno tra le sue file banchieri e finanzieri come Gianmario Roveraro…”.
Il neotemplare chiude dicendo che la tanta pubblicità intorno alle “scoperte” della dott.ssa Frale copre l’intenzione di non far passare Clemente V come colpevole della fine dell’Ordine. Secondo il neotemplare, poco importerebbe alla Chiesa dei Templari, della loro riabilitazione, visto che il libro del Vaticano è venduto a suon di migliaia di euro. La vera intenzione sarebbe solo quella di riabilitare Clemente e dare tutta la colpa di ciò che è accaduto al re francese.
Si, è vero, dico io, sono domande ed affermazioni legittime quelle sollevate da questi neotemplari ma provo a dare delle spiegazioni su alcune cose che, lungi da me, non vogliono che appaiono come delle giustificazioni di atteggiamenti errati della Chiesa.
La Chiesa, per poter svolgere il suo ministero e per annunciare al mondo le sue verità, ha avuto bisogno, fin dalla sua nascita, di conquistarsi degli spazi di comunicazione. Per questo, talvolta, ha dovuto misurarsi col potere e, quindi, con il mondo, giacché il messaggio cristiano della Chiesa non è prettamente spirituale né è radicale come quello dei catari o dei dolciniani ma è un messaggio universale, che vuole contribuire a migliorare anche le condizioni materiali di molti e ad estendere il concetto di pace tra i popoli. Per questo la Chiesa ha sempre cercato con la diplomazia, ma anche con gli eserciti, di fare da mediatore tra il cielo e la terra, tra Dio e i potenti della Terra.
Non dimenticatevi che per sconfiggere il paganesimo e per istaurare il culto del dio rivelato, i padri della Chiesa dovettero compromettersi con l’imperatore Costantino, colui che veniva definito “il Cristo” e che vedeva in un unico Dio rivelato il miglior modo di consolidare il suo potere persona instrumentum regni, cioè uno strumento di potere, un mezzo utile per avere un impero coeso intorno alla sua figura, una concezione ben diversa da quella che avevano i primi protomartiri cristiani.
Così facendo, la Chiesa di Roma ha voluto appoggiarsi sulle stampelle del potere temporale di imperatori, re, principi, nobili e nella nostra epoca, perché no, di finanzieri e di banchieri non troppo onesti…
Ma non solo nella nostra epoca c’è stata una compromissione della Chiesa col potere finanziario, perché, se ben guardate, pur essendo proibita l’usura, la Chiesa utilizzò i Templari per fare cassa e per riconquistare posizioni di prestigio militare con le Crociate. In cambio, per molto tempo, fu taciuta o sopportata la religione segreta dei cavalieri del Tempio, il loro esoterismo sincretista, i loro culti antidiluviani di marca pagana ed anti-cristiana.
Finite le Crociate, aumentando a dismisura il potere finanziario dei Templari che appariva ormai distante dagli interessi della Chiesa e dalle sue pratiche devozionali, essi divennero una vera e propria minaccia. Ecco dunque che, con lucida predeterminazione, venne progettato da parte di Clemente e del re francese il modo di sbarazzarsi del più grande Ordine cavalleresco che la storia conobbe.
Come ricordano i neotemplari dott. Stelio Venceslai e prof. Nicolas Haimovici a pagg. 230-231 del loro libro De Militum Templi Ordinis Regula Libriisque Cognitis, “Papa Clemente V emana la bolla Facies misericordiam con la quale ordina arresti ed interrogatori, la bolla Ppastorali praeminentia con la quale ordina a tutti i principi e sovrani cattolici di arrestare i templari nei loro rispettivi Stati e la bolla Ad perpetuam rei memoriam con la quale statuisce sul sequestro e sulla messa sotto tutela dei bene dell’Ordine” ( alla faccia di quanti sostengono che Clemente non c’entra niente con la caduta dell’Ordine. Per gli accademici ci vuole una bella faccia…)
Lasciatemi fare il solito paragone ma a me paiono gli stessi tipi di provvedimenti che sta consigliando il Fondo Monetario Internazionale ai governi più ricchi nei confronti dei responsabili degli attuali crack finanziari e delle loro banche di riferimento.
La storia, come vedete è sempre quella: gira e rigira si ripete…
Ah, dimenticavo… leggete il già citato libro di Venceslai, perché a pagina 232 troviamo scritto
qualcosa di interessante circa il cosiddetto segreto templare:
“Diversi fattori sconcertanti concorrono a consolidare l’idea di un’organizzazione o, almeno, di un organigramma a parte, il che spiegherebbe la straordinaria struttura e il sistema di organizzazione dell’Ordine… esistono alcuni documenti sconcertanti che danno da pensare sulla regola dell’ordine segreto e soprattutto delle deposizioni rese nel corso delle inchieste e dei processi templari (ad esempio Gonneville, un templare sotto inchiesta, testimonia di una regola segreta). Esiste un documento clamoroso d’importanza capitale, esibito nel corso del processo da Raoul de Presle che afferma che c’era nell’Ordine un regolamento così straordinario ed in merito al quale doveva conservarsi un tale segreto, che ciascun templare avrebbe preferito farsi tagliare la testa piuttosto che rivelarlo”.
E così, infatti, come riconosce anche il dott. Venceslai, fecero i Templari, che per difendere la loro fede pagana, non parlarono dei loro segreti e morirono…. come martiri.
Mi auguro che in un futuro si possa istituire una commissione d’inchiesta sul pensiero del dott. Venceslai, per capire, una volta per tutte, come la pensa sull’argomento.
Comunque, bisogna riconoscere che, ogni tanto, la Verità lo possiede e per questo noi tutti lo salutiamo calorosamente e fraternamente, come il gran priore più anziano di tutti i neotemplari italiani, con i suoi pregi e i suoi difetti, con i suoi momenti di lucidità, con le sue dimenticanze più o meno volontarie.
A lui auguriamo di mantenere in alto, ancora per molti e molti anni, lo stendardo bianco e nero del Tempio neotemplare, sperando che, di scissione in scissione, alla fine, non rimanga da solo…. con il suddetto stendardo in mano.
Dott. Michele Allegri
P.S.
Pazientate ancora un po’: il nuovo libro è quasi pronto!!!
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