martedì 8 aprile 2014

“NON ABBIATE PAURA! NON SI PUO’ SOFFOCARE LA VERITA’ CON LA FORZA, FIGURIAMOCI CON LA MENZOGNA!”


Cari amici, bloggers e semplici curiosi,

come ho scritto nel mio ultimo libro “Non abbiate paura! Non si può soffocare la Verità con la forza, figuriamoci con la menzogna!”.
E così, di conferenza in conferenza, ripeto questo mio slogan alle centinaia di persone che partecipano alla presentazione del libro “La Religione Segreta dei Templari”, in occasione dei 700 anni dalla fine dell’Ordine del Tempio, un tour de force che mi porta in giro per lo Stivale.

Nell’ultima conferenza “rotariana”, poi, ho avuto modo di sfatare altre due menzogne, o meglio balle, che vengono propagandate come Verità da scrittori di parte o da dipendenti d’Oltretevere, senza alcun ritegno per chi li ascolta o li legge.
La prima cosa che uno scrittore deve fare, infatti, è quella di avere una grande considerazione dei propri lettori e, nel caso di conferenze a tema, dei propri ascoltatori che, in democrazia, non devono essere mai indottrinati ma considerati libere persone a cui si devono offrire tutti gli strumenti utili a comprendere la Verità storica, che non è la Verità degli storici-accademici, tanto per capirci.
Questi ultimi, come si sa, sono l’espressione massima della Burocrazia del pensiero e della politica servile e asservita alla convenienza di parte, seppur con alcune rinomate eccezioni, badate bene.
Per esempio ho apprezzato profondamente il prof. Luciano Canfora e il prof. Nicolotti quando hanno demolito, con le giuste argomentazioni e con dovizia di particolari, le ricostruzioni pseudo-storiche e pseudo-scientifiche di chi, tirando a campare, s’inventava che i Templari adorassero la Sindone e non Bafometto.
E vengo alle due grosse “balle” che, nella Conferenza di qualche giorno fa, ho “rottamato” grazie anche all’ausilio di un pubblico particolarmente erudito.


1. Si dice erroneamente, anzi si propaganda che papa Clemente V fosse ostaggio del re francese Filippo IV il Bello perché aveva stabilito la sua residenza ad Avignone.
Una grossa balla ovviamente!
Infatti, Avignone non faceva parte del Regno di Francia ma, dal 1271, era una contea indipendente controllata per metà dalla famiglia degli Angiò e per metà, la parte orientale, dagli stessi pontefici, i quali attuavano il pieno dominio anche su tutto il Contado Venassino che comprende appunto la citta di Avignone. Già dal 1229, comunque, i pontefici di Roma “godevano la signoria del territorio abbracciante Avignone dalla parte d’Oriente, il Contado Venassino”, come recita  l’Enciclopedia Treccani.
Avignone aveva preso parte, come altre città della Linguadoca, alla guerra contro gli invasori “papisti”, abbracciando l’eresia catara, tanto che fu scomunicata nel 1226.
Com’è storicamente provato poi, i Templari non presero parte alla Crociata contro gli Albigesi perché consideravano giuste le critiche mosse da questi “eretici” contro il soglio pontificio e la religione cattolica che avrebbero dovuto proteggere.


2. Si dice erroneamente, anzi si propaganda, che l’ultimo Maestro dell’Ordine del Tempio, Jacques De Molay, avesse confessato di aver commesso gesti blasfemi contro la Croce, come il celebre sputo, dopo essere stato torturato per benino.
Un’altra grossa balla, ovviamente!
Nel tanto sbandierato (a vanvera) Documento o Pergamena di Chinon del 1308 si può leggere a proposito degli interrogatori subiti da De Molay:
Interrogato se avesse confessato le cose appena dette su richiesta, per denaro, gratitudine, simpatia, paura o odio o istigazione di qualcuno ovvero per paura della tortura, disse di no. Interrogato se dopo che fu arrestato gli fossero state poste domande o fosse stato torturato, disse no”.
Avete letto? E’ scandaloso, quindi, scrivere ancora che De Molay, arrestato nel 1307, fosse stato malmenato o torturato a dovere. La realtà storica e documentale è ben altra, nel suo caso: Jacques De Molay rese confessioni spontanee circa gli atti di blasfemia che lui e tutti i fratelli avevano commesso nei Capitoli o durante le investiture. Ancora più grave per la Chiesa del tempo e per Clemente V  fu il comportamento dei cavalieri templari che, mentre sputavano ritualmente sulla croce, non credendo nella figura di Gesù ed adorando, invece, un idolo chiamato Bafomett, si fregiavano del titolo di “monaci”.

Una grande beffa, ovviamente!
 
 

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